INCONTRO CON EMMA DANTE

Emma Dante avrebbe dovuto condurre un laboratorio interno all’Accademia con gli allievi registi del secondo e del terzo anno, dal 4 al 9 di dicembre. La sospensione della didattica conseguente al prolungamento dell’Assemblea generale degli studenti, iniziata il 25 novembre scorso ha reso impraticabile tale appuntamento.
La regista si è dimostrata comunque disponibile a incontrare gli allievi dell’Accademia a cui ha manifestato solidarietà in questo difficile momento istituzionale.
Martedì 5 dicembre, ore 15.00, Aula Corti.
Emma Dante fa il suo ingresso in palestra, davanti all’assemblea degli studenti. I presenti – quasi un centinaio – tradiscono un certo imbarazzo: allora è lei! Quanti anni ha? E quel ciuffo bianco le sarà venuto in Accademia?
Più disinvolta lei, che, dopo un colloquio con i rappresentanti degli studenti, sembra sapere già tutto; eppure vuole che le raccontiamo. L’incontro inizia quindi con il riepilogo degli avvenimenti che, a partire dalla lettera degli studenti del giugno scorso, hanno portato all’istituzione dell’Assemblea permanente e al conseguente blocco della didattica. Antonio Santoro rilegge la lettera, soffermandosi sulle singole questioni sollevate, poi la risposta di Minoli. Molti dei punti trovano il suo appoggio; su altri Emma scalpita, vuole capire, farci parlare: “avete le prove? Queste cose – se sono vere – vanno denunciate in Questura”. Ma poi, più sciolta, confessa: “io sono d’accordo con voi a priori… sono stata una studentessa ‘contestatrice’ anch’io, anche se per motivazioni diverse [nel 1991 gli studenti dell’Accademia protestarono contro la Guerra del Golfo, N.d.R.]. Ma quelle che dite sono cose gravi: dovete provarle”. Le prove ci sono, e il prode Antonio le esibisce tutte. E si entra nel vivo della questione: l’Accademia che vorremmo: “la scuola siete voi… è giusto che siano gli studenti a dettare le regole, a scandalizzarsi… dovete rendere l’Accademia non accademica”. Con queste parole, Emma Dante interpreta forse il pensiero di tutti gli studenti, il desiderio di una scuola aperta al confronto e al nuovo teatro, che non formi attori e registi “dell’Ottocento”, ma figure flessibili, “intercambiabili”, registi-attori capaci di collaborare insieme al processo creativo.
L’atmosfera è ora più sciolta, cominciano le domande: “quanto conta essersi diplomati all’Accademia?” Per diventare bravi artisti il diploma non è sufficiente, risponde la regista, ma, basandosi sia sulla sua esperienza di ex-allieva sia su quella attuale di regista che deve scegliere i giovani con cui lavorare, riconosce agli allievi romani una buona preparazione generale, priva di impronte “di stile”.
Cerchiamo, infine, di strapparle qualche segreto: “nei miei spettacoli non mi preoccupo del risultato”, ma del processo: ricercando una metodologia appropriata al processo creativo, piuttosto che un esito spettacolare. Ecco perché l’elemento più prezioso è il tempo, da cui Emma non può prescindere: i suoi spettacoli, infatti, non richiedono mai meno di due mesi di lavorazione. Il processo artistico della Dante supera il rischio di un’autoreferenzialità basandosi sulla propria reale necessità espressiva, destinata a incontrare il consenso di un pubblico “specchio”: inutile, secondo Emma, preoccuparsi anticipatamente di essere compresi. Meglio essere onesti, mantenere una visione obiettiva del proprio lavoro diventandone il primo spettatore: solo parlando veramente a noi stessi potremo parlare anche a coloro che ci stanno a guardare.
THE STAFF con la collaborazione del mitico DIMITRI
Grazie ad Andrea Trovato per averci segnalato l’errore della data dell’incontro.E’ stato il 5 dicembre e non il 5 novembre!!sorry per la disattenzione.The staff